...e dopo tanto, tantissimo tempo, il cerbiatto tremante ritornò tra le mura del castello fattosi labirinto, li dove i ruscelli scorrevano tumultuosi, e dove l'erba era ormai secca. E ci ritornò non si sa perchè, e non si sa come.
Ma non ebbe bisogno di chiavi per aprire portoni o serrature, perchè il castello lo attendeva prima o poi e, in fondo, il castello era un po' opera sua.
Tutto era silenzio, eccetto i rumori dei ruscelli, e il cerbiatto trovò posto sotto un albero ridotto a scheletro d legno.
Con gli occhi lucidi guardava in alto, in direzione delle torri così alte, dove terminavano le scale di marmo e granito, cercando segnali, cercando il mago che gioisse per il suo ritorno. Ma il cerbiatto si illudeva, perchè da quelle finestre nessuno sembrava affacciarsi.
Smise di guardare lassù, e chiuse gli occhi.
E così tutto restava silenzio. Nemmeno i folletti gridavano o ridevano tra le stanze.
Ogni cosa taceva.
Passavano giorni silenti.
Il cerbiatto guardava la desolazione attorno a sè, senza che gli facesse più alcun effetto, abituatosi al rumore spaventoso dei ruscelli, a quello delle cascate che sputavano acqua, ai versi acuti dei vezzosi pavoni.
Fino a che un giorno con la coda dell'occhio gli sembrò di cogliere un viso sporgersi dalla finestra di una torre del castello. Si girò il cerbiatto, smettendo di tremare per un istante: un viso, un viso di un folletto, che sorrideva e per un attimo indicava là, lontano, lontano...lontano....
Ma sparì immediatamente, tanto da sembrare una illusione.
Smise di guardare lassù, e chiuse gli occhi.
E così tutto restava silenzio. Nemmeno i folletti gridavano o ridevano tra le stanze.
Ogni cosa taceva.
Rumori dalle porte.
Di colpo il cerbiatto alzò gli occhi, smettendo di tremare.
Il mago rintanato nell'alta torre, la cui entrata era nascosta tra i decori di porpora e perla, si affacciò allla stretta finestra, e volse lo sguardo in direzione delle porte d'ebano.
Come finisca la favola non è dato saperlo.
Ma i folletti raccontano che le porte cigolarono per giorni, sempre più forte. Raccontano del mago che scese di sua volontà dalla torre. Raccontano di non sapere come si siano aperti i portoni d'ebano, perchè in quell'istante ci fu il silenzio più assoluto, nonostante attorno ci fosse il caos. Raccontano che quei portoni siano ora di nuovo chiusi. Raccontano del cerbiatto che pare abbia smesso di tremare, quando lo accarezza una mano leggera. Raccontano di un castello che si trasforma giorno dopo giorno, guidato dalle parole e dai gesti e dagli sguardi di chi riesce a renderlo nient'altro che un paese delle meraviglie...