Ogni tanto anche io guardo la tv, o meglio: ogni tanto anche io vengo a conoscenza di quello che accade in tv, perchè trovo video e link vari su quel simpatico aggregatore sociale che è Facebook.
In realtà guardo anche io 20-30 minuti in media di televisione al giorno, di cui il 40% di telegiornali, il 50% di eventuali programmi di approfondimento politico o sociale come il rimpianto Matrix, il restante 10% in manciate di minuti di programmi di svago come Zelig o cosette varie, giusto il tempo di finire la cena.
Studiando le biblioteche in età antica, mi sono reso conto di una cosa meravigliosa, e non posso fare a meno di condividere con voi questa deliziosa intuizione.
Avrete certo letto, studiato o sentito anche in qualsiasi semplice programmino in cui si parli di archeologia che quello che è stato scritto su carta, papiro, pergamena, cera o argilla o quel che volete, rimane vivo per anni, secoli, millenni.
Bene: e avete mai pensato che molto probabilmente, tra 50-100 anni, quando i server di Wikipedia, di YouTube, saranno fin troppi e fin troppo pieni di boiate, quando gli archivi di televisioni e altro saranno strapieni all'inverosimile, si procederà a una pulizia totale di tutto ciò che sarà ritenuto privo di interesse?
E se anche rimanesse qualcoso sparso per i pc del mondo, qualche filmato in formato .avi, qualche canzoncina in formato .mp3, credete davvero che tra 50-100 anni ci saranno ancora tecnologie in grado di leggere supporti così datati? Credo proprio di no, dato che già ora è praticamente quasi impossibile al 95% della popolazione leggere un floppy disc, visto che pc e portatili ne sono ormai sprovvisti, e dato che -tanto per fare un esempio ancor più inerente- un programma in dos non gira affatto su vista, e anche con un emulatore ci sono tantissimi problemi.
Quale è la cosa bella in tutto ciò? Semplice: forse tra 50-100 anni non saremo ricordati come il popolo di Grandi Fratelli e Amici vari, di veline e vallettopoli, di politici da barzelletta, di musica da immondizia e di letteratura da serie C.
E forse torneremo ad essere ricordati come gli italiani, italiani come Verdi, come Dante e Petrarca, come Lorenzo il Magnifico, come Leonardo e Michelangelo. E come Fellini e Mastroianni, come Pirandello e Leopardi, come Modugno e Battisti...
Tocca però a noi non peggiorare le cose, e tornare ad essere quelli che eravamo.