Serata a Bari, ieri, a festeggiare San Nicola, il patrono della città.
Non ci ero mai stato, stranamente: spettacolo, spettacolo puro. Mille mila persone, mille kilometri di lingua fuori da parte mia, di Wens e di Superbio, a causa di mille mila manzissime: le ragazze pugliesi sono le più belle, lasciate perdere il resto.
E poi panino dal camioncino che sparava musica techno di 8 anni fa, che avrebbe fatto vergognare di sè persino Tony H vecchio stile, e birrozza sportiva (ma la Peroni era finita...con che coraggio).
Al termine, alle 2 del mattino, una meravigliosa stella cadente, azzurrissima, prepotente, ci ha deliziato per qualche secondo. Il mio desiderio? Bhe, diverso dall'ultima stella, diverso dalle ultime: ma il fine è sempre quello.
Oggi pomeriggio invece ho fatto una simpatica penichella di un'oretta, e ho fatto un sogno meraviglioso, forse il sogno più bello che abbia mai fatto. E lo so, magari a qualcuno potrà sembrare stupido, ma davvero quando è suonata la sveglia e mi sono svegliato, ho sentito una fitta allo stomaco, accorgendomi che era solo un sogno e non la realtà.
Sono in casa, di notte. Dalla finestra vedo qualcosa di strano: una luce, un cerchio troppo grande. Mi avvicino e mi rendo conto che è solo la luna, ma che sembra enorme, venti volte più grande di come si veda qui e molto più grande di come si vede a volte nei film.
Sveglio mia madre, mio padre: con mia sorella, già sveglia, andiamo sul balcone per fare una foto. Ovviamente anche il resto della strada si è svegliata, e guarda la luna così grande.
Di colpo mi accorgo che da lontano il panorama sembra cambiare, come diventare non vero, ma dipinto, colorato: c'è una scena simile a quelle dei presepi. Cammelli, pecore, altri animali.
Poco alla volta la linea dell'orizzonte "colorato" si avvicina sempre più, ogni cosa diventa colorata, come a pennellate, e ogni persona affacciata al balcone si trasforma. Chi in pavone, chi in uccello, chi in altri animali.
Cosa sta accadendo? E' la fine del mondo, ed è completamente diversa da quella che ciascuno di noi ha immaginato: è Dio che ha deciso di cancellare ogni cosa, non per distruggerla, ma per ridipingerla. E ogni uomo, ogni donna, ogni ragazzo e ragazza si trasformano in animali, a seconda del loro comportamento sulla terra.
Divento una colomba, e mi meraviglio del perchè, ma ne sono lusingato.
Tutto poi diventa strano: c'è gente ovunque, uccelli nel cielo, pesci in un fiume mai esistito sotto casa mia e, sebbene tutti abbiano corpi da animali, le persone che consosco assumono ai miei occhi le loro vere fattezze umane.
Accanto a me non c'è più mia sorella, trasformata anche lei in una colomba, e adesso c'è B.
E non è più la B. di una volta, anzi, è la B. più dolce che io abbia mai conosciuto. Mi vuol bene, le voglio bene.
Mi giro, c'è T.
Mi guarda, e sono imbarazzato.
Mi sorride, mi avvicino. Mi dice che aspettava da tempo che la salutassi di nuovo. Interviene B. e, stranamente, la abbraccia. Si abbracciano, e se accade ciò, significa che davvero questo posto è stato disegnato da qualcuno di talmente divino da non potersi nemmeno immaginare.
B. si allontana. Abbraccio T.
Finisce così, con la sveglia. E con la triste consapevolezza che tutto ciò non era reale.