Uno studia lettere, è appassionato di poesia, adora la letteratura italiana. Eppure arriva a 24 anni e non ha mai letto l'Orlando Furioso.
Poi lo studia e si rende conto di quanto sia splendido, di quanto sia geniale l'Ariosto.
L'Orlando Furioso è poi ricco di temi di una attualità sconcertante: l'odio verso le armi da fuoco, Angelica innamorata di Medoro, ragazzo di condizione inferiore alla sua, Orlando che impazzisce perchè scopre che Angelica non lo ama.
( Piccola parentesi: mentre l'Ariosto dopo mezzo quasi mezzo millennio è ancora attuale, Moccia è arretrato già dopo due mesi. Vedi come siamo messi bene ).
Proprio i momenti che portano alla pazzia di Orlando vengono descritti in una maniera meravigliosa: l'illusione di Orlando che fa il possibile per non credere che davvero Angelica ami un'altro, le conferme che poco alla volta riceve, il crollo psicologico per la conferma finale, lo spossamento conseguente e infine la follia. Un susseguirsi di immagini che sembrano vivissime.
Oddio, so che l'orario non mi aiuta, ma spero di essermi fatto capire.
Non vi posto tutte le ottave dell'episodio, ma solo un piccolo passo. La premessa è che Orlando, innamorato di Angelica ma non ricambiato, giunge in un bosco dove vede incisi su molti alberi i nomi di Angelica e Medoro racchiusi in cuori, ma piuttosto crede che sia uno scherzo, o che Medoro sia il soprannome che lei abbia inventato per lui. Giunge poi in una caverna vicina, dove trova una poesia scritta da Medoro, che loda la caverna stessa che lo ha visto fare l'amore con l'amata Angelica.
Orlando continua a illudersi sia uno scherzo, ma comunque rattristato si reca presso un albergo dove riposarsi, ma qui l'albergatore, per rallegrarlo, gli racconta la storia dei due sposini Angelica e Medoro, senza sapere dell'amore di Orlando, che ascolta in silenzio la conferma di ciò che si rifiutava di credere.
Al colmo di tutto ciò, l'oste mostra ad Orlando il bracciale che Angelica gli ha dato in cambio dell'ospitalità, e Orlando si accorge che è lo stesso che le aveva regalato.
Quel letto, quella casa, quel pastore
immantinente in tant'odio gli casca,
che senza aspettar luna, o che l'albore
che va dinanzi al nuovo giorno nasca,
piglia l'arme e il destriero, ed esce fuore
per mezzo il bosco alla più oscura frasca;
e quando poi gli è aviso d'esser solo,
con gridi ed urli apre le porte al duolo.
Di pianger mai, mai di gridar non resta;
né la notte né 'l dì si dà mai pace.
Fugge cittadi e borghi, e alla foresta
sul terren duro al discoperto giace.
Di sé si meraviglia ch'abbia in testa
una fontana d'acqua sì vivace,
e come sospirar possa mai tanto;
e spesso dice a sé così nel pianto:
- Queste non son più lacrime, che fuore
stillo dagli occhi con sì larga vena.
Non suppliron le lacrime al dolore:
finir, ch'a mezzo era il dolore a pena.
Dal fuoco spinto ora il vitale umore
fugge per quella via ch'agli occhi mena;
ed è quel che si versa, e trarrà insieme
e 'l dolore e la vita all'ore estreme.
Orlando Furioso - Canto XXIII (124)
ps: so che l'immagine non c'entra un caspero con l'episodio, ma è troppo ganza e la metto lo stesso :D
