Torno a scrivere qui, Msn è decisamente troppo poco poetico per i miei gusti; in ogni caso continuerò a scrivere su entrambi, magari qui le cose più "serie", là le fesserie.
Invece questo angolino creato da me è perfetto per i miei deliri.
Sto leggendo molto di Isabel Allende negli ultimi mesi: dopo aver letto "La casa degli spiriti", suo romanzo d'esordio, e "Eva Luna", non potevo non leggere "Inès dell'anima mia".
Inutile tentare di descriverlo in poche righe, ma ci proverò: è un romanzo che descrive più o meno storicamente la vita di Inès Suarez (attenzione a pronunciarla con l'accento sulla E, così il suo nome potrà meglio far venire alla vostra mente l'idea di una energica spagnola) , conquistatrice del Cile, amante di Pedro di Valdivia prima e sposa di Rodrigo de Quiroga poi, due storici conquistadores dei tempi di Pizarro.
Nel romanzo la Allende fa il possibile-così ci dice- per far si che tutto rispecchi quanto più possibile la storia, o almeno quello che ci è rimasto di raccontato, della Suarez.
"Inès dell'anima mia" è raccontato come se fosse una autobiografia di Inès, e proprio questa scelta stilistica permette di raggiungere toni lirici elevatissimi, oltre che di dare l'impressione al lettore di ascoltare dal vivo le parole della donna.
Non vado oltre, perchè un libro del genere va solo ed esclusivamente letto, e concludo con due frasi tratte da "La figlia della fortuna", sempre della Allende, che sto leggendo in questi giorni di calura.
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"Io sono stato una disgrazia."
"La disgrazia è stata innamorarsi di un uomo cattivo. Tu sei la redenzione"
( Scambio di battute tra Joaquìn e Eliza )
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"Sei il mio angelo e la mia perdizione, in tua presenza raggiungo l'estasi divina e in tua assenza sprofondo all'inferno, qual è la natura del potere che eserciti su di me, Eliza? Non parlarmi di domani e di ieri, vivo solamente per questo istante dell'oggi in cui torno a inabissarmi nella notte infinita dei tuoi occhi scuri"
( Da una lettera di Joaquìn a Eliza )
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