Si pensa all'arte e subito vengono in mente Michelangelo, Tiziano, Giotto, la Grecia, Firenze e Roma. Poi si pensa all'arte contemporanea e subito vengono in mente scarabocchi valutati migliaia di euro, ruote di biciclette montate su barattoli e travi, fotografie di donne nude immerse nel sangue di una scrofa, e sull'artista, di cui mi rifiuto di fornire il sito, di quest'ultimo "capolavoro" scrissi un commento nel vecchio blog.
Poi, per magia, su internet, in un sito di una amica, trovi un link e ti rendi conto che esiste ancora qualcosa di bello.
C'è una Artista dell'est che riesce a creare capolavori con la sabbia proiettati su lavagna luminosa: immagini effimere, ma che possono diventare eterne se conservate su pellicola o su file. Non aggiungo altro per non essere noioso, ma se vi interessa visitate il suo sito WWW.sandfantasy.com.
Qui sotto metto un esempio di ciò che è possibile ammirare. Premete Play, fatelo per voi, regalatevi qualche minuto di magia.
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Bene bene, sono arrivato alle 5000 visite. E sti cazzi.
Festeggio aggiungendo una bella cosa al mio blog, uno spazio dedicato alle citazioni, gli aforismi, insomma le frasi più belle che mi sia capitato di leggere qua e là, che ovviamente variano ogni volta che si apre la pagina iniziale o un'altra qualsiasi pagina. ( scommetto che Superbio si darà ben presto da fare per fregarsi il codice e metterà anche sul suo blog uno spazio simile) Se non l'avete ancora trovata guardate nella colonna a sinistra.
Ma parliamo di altre belle fesserie: ad esempio avete notato le nuove pubblicità? Un applauso all'Adidas che propone il suo nuovo lunghissimo spot con Nesta, Platini, Cissè ecc ecc, quello dove c'è il fanciullo che dice "Jose! Jiuamos?" (si dirà così spero). Bellissimo.
Una serie di pernacchie invece alla Brio Blu di Rocchetta che da qualche giorno mi frantuma lo scroto con quella pubblicità di quel tizio che fa "Dice che va là dice che ma come non ti serve dice che ovvio che non mi serve gli dico che ma tu che ne pensi dice che"...ma vaffanculo te e quelli che non te lo dicono. Ecco, con questo vaffa mi son tolto un peso dallo stomaco.
Passiamo ad altro: avete notato quella sottospecie di comico televisio? Tale Orlando Portento? No? Come no! Quello delle tricchebballacche e delle cammellate. Insomma questo essere tutt'altro simpatico ha anche ben due blog, di cui non vi trascrivo il link altrimenti rischierei il linciaggio per oltraggio al pubblico pudore. Questi blog dimostrano quanto tale individuo non sia simpatico al pubblico, ma su questo nessuno aveva dubbi, ma neanche antipatico: infatti ogni suo intervento mostra una miseria di commenti, neanche una dozzina in media, a dimostrazione che nessuno è neanche minimamente intereressanto a costui, dato che ,se fosse stato almeno sulle palle a qualcuno, qualche commento doveva pur esserci. Eppure il contatore segna oltre 300000 visite: come è possibile ciò? O la gente passa per curiosità, legge, si accorge che non c'è scritto nulla di interessante e va via così come era entrata, dedicandogli un "ma vaffanculo" neanche scritto ma solo verbale, o magari il contatore è truccato. Propenderei per la seconda ipotesi.
Tralaltro chi può mai interessarsi ad un blog che propone domande originali quali "Sono sempre giuste le multe date per i divieti di sosta?" "Secondo voi ci sono veramente gli amici? " o ancora "Hanno trovato delle schede elettorali buttate in un bidone della spazzatura! Cosa ne pensate?!?!??", e chi può mai interessarsi a uno che pensa che tra soggetto e predicato sia obbligatorio mettere la virgola?
Inoltre tale individuo dice di aver pubblicato un album intitolato "Tricchebballacche: la cammellata". Non oso mettere in dubbio che qualche pazzo lo abbia anche comprato, ma analizziamo il testo della delicata opera musicale:
"Tricchebballacche la cammellata, questo è il mio ballo la mia trovata."
Si vanta perfino di aver avuto una trovata eccezionale, originalissima! Come se avesse coniato un nuovo termine e un nuovo modo di parlare! Eppure la parola triccheballacche è presente anche in Wikipedia in quanto identifica uno strumento musicale popolano, d'altro canto anche usare una parola ( cammellare ) sostituita a verbi e sostantivi non è una novità: ricordate infatti i Puffi che puffavano a puffare con le puffosità?
Questa è la TV italiana.

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L' UOMO E IL NASO
Tragedia in un atto tratta da una storia vera.
Prefazione:
E' da molto che non aggiorno il blog; studio, mancanza di tempo e altri interessi mi impediscono di farlo. Tutto sommato mi rimane il tempo per scrivere almeno una volta a settimana un post interessante, anche se ho notato che gli ultimi sono tutti post divertenti e umoristici: per questo scrivo ora un intervento tragico, tratto da una storia vera che ho osservato qualche giorno fa mentre ero sul mio balcone a fumarmi una sigaretta, godendomi i primi caldi raggi di sole.
Protagonisti:
L'uomo: Un ragazzo sui trent'anni, basso e sovrappeso, vestito in maniera sportiva, probabilmente poco interessante, sicuramente non affascinante.
Il naso: Il suo naso: normale, forse leggermente più grosso degli altri.
L'ospite inatteso: Quello che tutti sanno prima o poi arriverà e sperano di trovarsi premuniti per quella occasione.
ATTO PRIMO E UNICO.
L'uomo passeggiava per la strada: erano le 14 e 30 di un caldo pomeriggio primaverile. Probabilmente tornava a casa, probabilmente lo aspettava un piatto di spaghetti fumanti.
Pochi passi su quel marciapiede percorso così tante volte. Poi si fermò. Angosciato si rese conto che gli mancava il respiro: la sigaretta che teneva tra le labbra gli impediva di respirare dalla bocca, mentre il suo naso, otturato, si rifiutava di compiere il suo dovere.
Mise una mano in tasca, poi di corsa rovistò tra quelle del giubbetto leggero ma non trovò nessun quadrato di stoffa o di carta che potesse salvarlo.
Si fermò impietrito.
Iniziò a sudare freddo.
Il senso di oppressione gli saliva dal petto alla testa, per cui decise di tentare il tutto per tutto pur di elimare l'ospite che si annidava nelle narici.
Un attimo di esitazione guardandosi attorno; poi, non incrociando nessuno, si chinò leggermente, posò un dito su una narice e espirò violentemente.
Il muco esplose fuori dal suo naso prima come un lungo lombrico dolorante, poi, grazie ad altri decisi soffi, si trasformò in null'altro che brevi gocce che zampillavano qui e là.
L'uomo esultò guardando disteso in terra quell'ospite fastidioso, oramai innocuo e volle passarsi la mano sulla fronte in segno di scongiurato pericolo, ma si accorse che alcuni resti del suo giallognolo moccio erano eroicamente attaccati al suo indice e si fermò.
Si guardò ancora una volta attorno, poi, accorgendosi di essere sempre solo, prese a camminare strofinando le dita sul mura della casa vicina per una lunghezza di due metri buoni, infine, verificando che la nettatura fosse completa, si cacciò le mani in tasca e passeggiò eroicamente in direzione di casa.
Epilogo
L'uomo era trionfante, ma non sapeva che dal balcone di una casa qualche metro lontana da lui un ragazzo osservava tutto e si apprestava a vendicare il muro della casa del vicino ingiustamente imbrattato di liquidi nasali altrui.
THE END
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Et voilà, dopo un bel po' di giorni di silenzio mi ripresento con un bel post riguardante la mia bella facoltà.
Oggi vorrei parlarvi precisamente delle toilette maschili presenti a lettere: già chiamarle toilette è una esagerazione, chiamarle cessi è un complimeto, quindi chiamiamole cessi.
Questi cessi hanno alcune simpatiche caratteristiche: la principale è quella che i comunisti hanno deciso di espletare i propri bisogni, non importa se solidi, liquidi o addirittura gassosi, esclusivamente per terra. Perchè mi permetto di dire "I comunisti hanno deciso" attribuendo ogni colpa a loro? Per il semplice fatto che nella mia facoltà ci sono all'incirca 100 maschi: di questi 95 sono comunisti, 2 di destra e ai restanti 3 interessa poco di politica. Dato che la quantità di materia fisiologica che si deposita sul pavimento dei cessi non è umanamente producibile da cinque persone in una sola giornata la colpa non può che, per esclusione, ricadere su coloro che visitano frequentemente il classico stanzino rosso.
Altra caratteristica è che, oltre a due allegri lavandini e ad un asciugatore per mani a soffio d'aria solo in teoria calda, i nostri cessi dispongono anche di un altro curioso accessorio sanitario: si tratta di una specie di lavabo di 80 cm per 80, disposto a circa 20 cm dal suolo, e che presenta un rubinetto a un metro di altezza. A che cazzo serve sta cosa? Bho.
Sinceramente la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di un lavandino per lavarsi i piedi, ma sinceramente non penso che ci siano molte persone che curino l'igiene dei propri alluci tra una lezione e l'altra.
Ma facciamo un passo indietro: fino a 2 settimane fa, dopo aver fatto non senza grosse difficoltà i propri bisogni, si apriva il rubinetto di uno dei due lavandini normali e MAGIA! Usciva acqua anche dall'altro, alla faccia degli sprechi, dell'acquedotto pugliese e delle persone che fanno 50 km a piedi per un secchio d'acqua putrida.
Ora però i solerti curatori di questi apparati collaterali hanno deciso, dopo due anni, di risolvere il problema. Infatti ora aprendo uno dei rubinetti dei lavandini normali non sgorga più acqua dall'altro, ma dallo strano lavabo per lavarsi i piedi! Così chiunque può lavarsi mani e piedi contemporaneamente e con un solo gesto!
...e pensare che c'è gente che va al nord a studiare.
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Mi dispiace davvero molto per i cugini interisti, ma mi sento costretto a gloriare la mia squadra del cuore.
Il Milan è l'unica squadra a rappresentare l'Italia alle semifinali, l'unica squadra capace di lottare e passare un turno anche all'ultimo secondo senza bisogno di arbitri o di portieri col sapone tra le mani.
Peccato per l'Inter, una gioia enorme invece per la Rubentus.
Antijuventino fino al midollo.
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Questo blog e` dedicato a me stesso, a coloro a cui ho voluto bene, a coloro che mi vogliono davvero bene, a coloro che mi apprezzano, a coloro che lo hanno fatto o lo faranno. Al mio Amico e ai miei Angeli che mi guardano dal Cielo. E' dedicato anche a una famiglia in particolare, vi adoro :)