Se siete maschi tra i 17 e i 25 anni quasi sicuramente riterrete interessante questo post, altrimenti ci saranno grosse probabilità che non ve ne possa interessare di meno.
C'era un tempo, sembrano passati secoli, in cui non esisteva la Playstation nè l' X-Box mentre i Nintendo o i Sega Mega Drive erano roba da bambini fortunati, quasi baciati dalla Provvidenza.
Io non ero tra questi, ma potevo sopperire facilmente con i vari videogame portatili della Gig Tiger: la mia vita da infante trascorreva dunque allegra tra una partita a Flash (sempre su Gig Tiger), una serie di giochi di fantasia con un mio allora amichetto di scuola, i cartoni animati e i fumetti.
Fino a che una domenica mattina qualsiasi, dopo aver ascoltato la messa da bravo bambino quale ero, ero in giro per la piazza del paese con il sopraccitato amico e decidiamo di andarci a prendere un gelato, pagandolo con le mille lire che mi elargiva mia madre, ma quella volta non dal nostro gelataio di fiducia che era stranamente chiuso, ma da un altro bar.
E fu qui che,quasi nascosto in un angolo, vidi un videogame a gettone attorno a cui c'erano un sacco di miei coetanei che facevano la fila per giocare: mi avvicinai incuriosito e vidi quello che per me, bambino di appena nove anni, era un vero e proprio nirvana videoludico: Street Fighter II.
E' scontato dire che quella domenica non comprai il gelato ma due gettoni, che allora costavano l'entusiasmante cifra di duecento lire cadauno, e con il resto comprai la bellezza di 1 pacchetto di patatine al Ketchup da cinquecento lire e 2 caramelle alla fragola da cinquanta lire l'una.
Ovviamente persi le due partite in pochissimo tempo, ma questo non bastò a fermare quei miei pochi minuti di estati videoludica.
Ora son passati circa tredici anni da allora, o forse più, ma mi è rimasto ancora un pizzico di quell'entusiasmo che avevo da bambino ogni volta che riesco a giocare a Street Fighet II con l'emulatore.
Cosa ci fosse di così bello è facile dirlo: innanzitutto il gioco presentava una grafica inimmaginabile per quei tempi, i motivetti di sottofondo erano qualcosa di a dir poco galvanizzante -basti pensare a quello di Vega- e poi probabilmente S.F. aveva qualcosa che nessun gioco al mondo è riuscito poi ad ottenere, neanche i più moderni. Su di esso nacquero leggende su leggende, alcune magari credibili, altre assurde, frutto di fantasie bambinesche.
Esempio:C'erano dubbi sul sesso di Vega: sarà maschio o femmina?
Spiegazione: Vega era uno dei quattro boss che non si potevano selezionare, per cui in pochi l'avevano davvero visto. Il fatto che avesse i capelli lunghi e la vocina strana era fonte di dubbi. Il fatto che non avesse il seno per noi non era un problema: in fondo anche le nostre amiche di scuola non avevano le tette.
Esempio: Ken e Ryu sono cugini.
Spiegazione: Ken e Ryu erano vestiti più o meno alla stessa maniera e facevano le stesse mosse: ovvio che fossero cugini, tralaltro chi da bambino non ha mai detto "Mio cugino una volta....". In realtà sono semplicemente amici.
Esempio: Il boss finale si chiama Mr. Bisont
Spiegazione: In realtà si chiamava M. Bison, (pronuncia: Baison) ma come pretendere che un ragazzino pronunci un termine inglese e non lo italianizzi?
E se volete potete aggiungerne altre.
Altro punto in a favore di S.F. era il carisma dei personaggi, specie dei quattro boss finali Balrog, Vega, Sagat e M.Bison, proprio perchè, come già detto, essi erano per così dire "nascosti" fino a che non si eliminavano tutti i primi avversari.
Infatti con l'uscita di Street Fighter II Champion Edition, che permetteva di scegliere anche i quattro boss, la serie perse un tantino del suo fascino.
Qui in basso c'è il quadro finale che si ottiene una volta terminato S.F. II Champion Edition con uno dei quattro boss, in questo caso Sagat: si notano Sagat in alto e poi in senso orario Vega, Balrog e M.Bison.
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Quando qualcuno mi chiede incuriosito chi sia questa giovane scrittrice, Isabella Santacroce, che tanto mi affascina e quale sia il suo stile, io rispondo semplicemente che per me è una poetessa che scrive in prosa.
Ho sempre pensato che fosse la maniera migliore per definire la sua scrittura, a volte temendo però di dire qualcosa di privo di senso, ma Lovers mi ha dato la conferma definitiva di ciò.
Il racconto è infatti costituito da 94 brevi componimenti, che probabilmente chiunque giudicherebbe poesie, i quali sono anelli fondamentali in successione che costituiscono la catena del racconto stesso.
In esso è narrato di Virginia e Elena, due ragazze che per caso o per destino diventano amiche. La loro amicizia tranquilla viene però presto turbata da un segreto che Elena porta con sé e dall'amore che di colpo Virginia prova per il padre di Elena: Alessandro.
L'amore di Virginia e Alessandro parrebbe un tema non di certo nuovo, se non fosse che Santacroce lo elabora in maniera totalmente inaspettata: Virginia infatti, anzichè cadere in una spirale che la porterebbe a perdersi follemente per il suo uomo come chiunque avrebbe potuto prevedere, si rende presto conto che Alessandro non prova null'altro che attrazione fisica per lei e decide quindi porre fine in maniera secca con l'uomo.
Le due amiche, in seguito, partiranno per una vacanza a Positano e questa volta sarà il segreto di Elena ad essere punto cardine di questa ideale seconda parte del racconto.
Evito di aggiungere altro per non rovinare ulteriormente il piacere di chi, non avendo mai letto Lovers, abbia ora il desiderio di comprare il libro.
Stilisticamente in Lovers, a mio avviso, la Santacroce raggiunge il suo acme: ogni parola sembra essere un preciso tassello, perfettamente collocato per colore e forma, all'interno del perfetto mosaico che è ogni singolo componimento.
Stupefacente risulta, inoltre, notare come l' Autrice riesca a descrivere in maniera poetica anche la più piccola e consueta azione quotidiana.
Per qualcuno che però rimaneva affascinato prevalentemente dai temi affrontati nei racconti precedenti dell' Autrice potrebbe costituire l'unica nota negativa il fatto che questo racconto è molto lontano da essi: se pensate di trovare infatti descrizioni di ragazze vestite in maniera a dir poco esuberante, o protagonisti che fanno uso di droghe, o titoli di canzoni scelti come accompagnamento al testo, o ,infine, descrizioni di scene di sesso parecchio spinto, non ne troverete.
A mio avviso questa differenza dai titoli precedenti non è affatto negativa, ma la vedo anzi come un interessante ampliamento di prospettive da parte della Santacroce.
In conclusione non ritengo di esagerare affermando che Lovers sia uno dei migliori libri che abbia mai letto: sublime, struggente.
"Una mattina Elena la guardò piantandole addosso se stessa.
I suoi occhi di un blu quasi perlato
diventarono specchio contro la luce.
Le disse: <Un giorno ti dimenticherò>
Aveva espressioni d'amore sottratto.
Le disse: <Il giorno in cui uscirai dalla mia vita
lotterò per dimenticarti all'istante.>
Virginia provò un sentimento simile alla paura.
Sfidò iridi dai tanti riflessi.
Intravide qualcosa di sconosciuto.
Era come il segno di una ferita.
Le chiese il perché di quelle parole.
In risposta Elena abbracciò una colonna di pietra.
Rimase stretta a quel freddo uomo sporgente
quasi cercasse riparo.
Virginia ne imitò i gesti senza dir niente.
C'erano due ragazze in un mattino di Roma abbracciate
a un uomo di pietra.
Elena aprì gli occhi che catturavano il sole e sorrise.
Disse: <Odio i ricordi>.
Disse: <Non voglio mai odiarti>.
Lovers, Isabella Santacroce.
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Bisogna avere un caos dentro di sè, per generare una stella danzante. (Nietzsche)
Potrei credere solo a un dio che sapesse danzare . E quando ho visto il mio demonio l' ho sempre trovato serio, radicale, profondo, solenne : era lo spirito di gravità; grazie a lui tutte le cose cadono. Non con la collera, col riso si uccide . Orsù, uccidiamo lo spirito di gravità. Ho imparato ad andare: da quel momento mi lascio correre. Ho imparato a volar : da quel momento non voglio più essere urtato per smuovermi. Adesso sono lieve, adesso io volo, adesso vedo al di sotto di me, adesso é un dio a danzare, se io danzo. ( Nietzsche: Così parlò Zarathustra )
Un'anima nobile non è quella capace di voli piu' alti, bensì quella che si innalza poco e cade poco, ma dimora sempre in un'aria e ad un'altezza piu' libere e luminose. ( Nietzsche: Umano , troppo umano )
Ps: questa per me non è filosofia, è poesia.
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E' proprio vero che non c'è limite all'idiozia.
Ma andiamo con ordine: oggi a pranzo guardavo come di consueto il telegiornale e le solite notizie dal Medio Oriente, in particolar modo da Israele.
Immediatamente ti ritrovi a pensare a quante guerre sono state fatte nella storia solo perchè un popolo vuole che Dio si chiami in una maniera e un altro in un'altra. Pensi a se è vero che Dio esiste, come si manifesti, perchè ci ha creati, perchè esiste il bene ed il male.
Mentre ero assorto in questi pensieri ecco giungere un Arcangelo vestito di luce che mi porta la risposta a ogni domanda: è Sandro Mayer, con il suo splendido settimanale "Dipiù", il cui spot televisivo reclamizza la rivista stessa che questa settimana contiene lo speciale "Storia di Dio".
Ora,passi che questa estate il suddetto Sandro Mayer allegava in omaggio alla sua rivista uno splendido materassino scelto proprio da lui che sicuramente di materassini da mare sarà un esperto ( e subito uno pensa "vabbè, grandissima fantasia hai avuto, sono cinquant'anni che d'estate con le riviste regalano i materassini da mare") , passi che in questo spot c'era l'immagine di una ragazzuola in costume che giocherellava con questo micro-materassino con alle spalle un panorama fatto di numero due finte palme in plastica e numero uno fondali di palcoscenico in colore azzurro sciapito e neanche uno pseudo richiamo al mare, passi che su "Dipiù" ci sono articoli che parlano di Daniele Interrante così come ne parlano della buon'anima di Papa Giovanni Paolo Secondo, ma che un giornale che costa UN EURO pretenda di raccontare la STORIA DI DIO no, questo non lo accetto. Mi viene l'urticaria solo a pensarci.
Tralaltro a quale articolo pensate sia dedicata la copertina? Non di certo alla "Storia di Dio", ma a un nuovo divo inglese sconosciuto.
Ora mi dispiace ma non posso continuare a scrivere oltre perchè non riesco più a trattenere i conati di vomito.
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Piccola comunicazione di servizio: il mio blog www.musicatrance.splinder.com è finalmente on line.
Non ditemi che è piccolo, non ditemi che per ora non c'è nulla. Ho impiegato un bel po' di tempo solo per imparare a fare il menu ad albero, quindi mi è rimasto poco per pubblicare post, ma ovviamente spero di sopperire a questa mancanza al più presto.
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Ieri, come da qualche anno a questa parte, è iniziata la nuova stagione del Grande Fratello: "E chi se ne frega" direte voi.
Invece io, già dalla prima edizione, guardo questo reality con un po' di interesse: non sono certo un patito della trasmissione, non vado in giro per il web a cercare ultime notizie, non rimango il giovedì sera incollato alla tv, non faccio dei concorrenti i miei idoli e non sbavo dietro alle partecipanti donne, ma se mi capita di guardare qualche minuto di programma lo faccio sempre con piacere.
Non vedo, inoltre, cosa ci sia di tanto sbagliato in questa trasmissione: in fondo è sempre meglio guardare una dozzina di ragazzi e ragazze che sanno di non essere divi tentare di diventarli che guardare programmi in cui perfetti sconosciuti, ignoranti e privi di maniere, assurgono al ruolo di star.
In minima parte ritengo che sia anche educativo sotto alcuni aspetti. Basta pensarci un po': la televisione propina agli adolescenti modelli sempre perfetti. Modelli o pseudo tali seduti su un truno, letterine col trucco sempre in ordine, cantanti e comparse dal look splendido; insomma, sembra quasi che queste persone siano immuni agli effetti che una normale vita ha su un qualsiasi uomo normale.
Invece il Grande Fratello propone, specialmente ad un pubblico giovanissimo, dei prototipi di ragazzi e ragazze che diventano per qualche mese quasi dei simboli, visti nel loro normale decorrere del giorno.
Penso abbia una qualche importanza per una ragazzina vedere che una qualsiasi concorrente, che all'entrata nella casa era splendida, ha anche lei le occhiaie al mattino, o dorme anche lei col pigiamino con gli orsetti.
Se poi pensiamo anche a tutte quelle ragazzine demotivate, che si sentono brutte, e che guardando questo programma si rendono conto che anche queste ragazze bellissime che appaiono in tv hanno i loro normali difetti, al mattino sono quasi irriconoscibili, esattamente come loro, mi viene spontaneo pensare che un programma come il Grande Fratello in qualche maniera possa anche essere utile specie per i giovanissimi.
Un incentivo per tutti quelli adolescenti che, come a volte è normale che sia, non riescono ad accettarsi per comprendere come con pochi gesti, pochi accorgimenti è facile riuscire a piacersi.
Infine, oltre al lato prettamente materiale, il GF riesce a mostrare anche cosa abbiano in testa i concorrenti e a dimostrare che a volte quello che si ha in testa è molto più importante dell'aspetto fisico.
Basta pensare all' "ottusangolo" della prima edizione, ad Alessandro, il ragazzo di Mascia, della seconda edizione, o a Pasquale della terza: ragazzi ineccepibili dal punto di vista estetico ma con qualche pecca a livello intellettuale e culturale: nessuno di questi infatti penso sia mai stato preso a modello da qualcuno, a dimostrazione che l'apparenza da sola non serve a nulla.
Un'ultima considerazione: avete notato quanti ragazzini e ragazzine affermano di schifare il Grande Fratello e poi guardano con gioia i programmi della De Filippi? Questo perchè è "figo" affermare di schifare un qualcosa che ha un enorme risvolto mediatico, ma nello stesso tempo dimostra la totale incongruenza di alcune persone.
Un po' come i ragazzi un po' più grandi che si affermano atei per il semplice gusto di andare controcorrente e poi sono i primi a promettere un cero alla Madonna se di notte sentono un rumore nel buio.
Per concludere: tra poco meno di 4 ore e mezza ho un esame: in bocca al lupo a me. Crepi.
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Ho comprato i due libri di Isabella Santacroce che mi mancavano: Fluo e Lovers.
Ieri ho terminato di leggere Fluo, il primo libro con cui la Santacroce si è fatta conoscere.
Purtroppo la storia non mi ha lasciato nulla, probabilmente perchè è stato errato da parte mia leggere prima suoi racconti recenti e infine il più vecchio cronologicamente.
Ho notato infatti una differenza notevole tra Fluo e Destroy o Luminal, le opere che a mio avviso si somigliano maggiormente: mentre in Destroy si poteva cogliere tristezza, nichilismo, tendenza alla distruzione e alla autodistruzione, mentre in Luminal tali pensieri erano accantonati per intraprendere con maggiore puntualità la vita oltre il bordo delle due protagoniste con un pizzico di personalissimo romanticismo, in Fluo tutto ciò viene a mancare.
La storia infatti a mio avviso è priva di qualsiasi cosa che vada oltre la semplice descrizione della viti al di fuori delle consuetudini di una ragazza di Riccione e dei suoi amici. Punto forte rimane sempre la sintassi rielaborata e l'uso di termini italiani accostati come fosse la cosa più normale del mondo a termini inglesi alla maniera che solo l'Autrice può permettersi di fare.
Per il resto purtroppo il libro non mi ha soddisfatto; sebbene qualsiasi sua opera procuri in me piacere nella lettura fine a se stessa, questo malauguratamente non va oltre tutto ciò.
L'unico spunto di riflessione viene nelle pagine in cui la protagonista pensando alla gente che popola le spiagge dell'Adriatico considera quanto la gente, piuttosto ingenua e mediocre, reputi più scandalosa una ragazza con i capelli rosa e non una signora dai seni più che cadenti prendere il sole in topless.
In conclusione darei al libro una sufficienza perchè, ripeto, qualsiasi testo che possiate comprare di Isabella Santacroce merita ogni centesimo pagato anche solo per la gioia che procura il semplice leggere le parole scritte col suo stile unico.
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Promettimi che non cresceremo mai.
Promettimi che nei tuoi occhi vedrai sempre quel bambino di tante estati fa.
Lascia che le nostre anime rimangano in eterno quelle che ridevano, arrossivano, gioivano e si nascondevano per sfuggire agli occhi dei tanti che non potevano capire e nemmeno immaginare. In fondo ciò che è scritto nel destino di due persone non si lascia mai leggere da chi ne sia estraneo.
Non permettere a nessuno di pensare che ciò che è iniziato possa finire perchè la natura è triste e fa crescere, maturare.
Non permettere a te o a me di poter dire un giorno "Eravamo ragazzini, siamo cresciuti".
Giurami che saremo sempre bambini, giurami che non pioverà mai più.
Quell'estate non è mai finita, e durerà in eterno, oltre l'eterno.
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Sto per far partire un mio piccolo progetto: un blog destinato principalmente alla musica trance e aperto anche alla techno, alla hardstyle; insomma a tutti i generi dominanti nel mondo della musica elettronica.
Il blog sarà aperto a chiunque voglia scriverci su qualcosa. Ovviamente per il momento non è ancora pubblico in quanto sto realizzando la parte grafica e l'impaginazione.
Se qualcuno avesse voglia di collaborare può lasciarmi un commento.
Ancora buon anno a tutti.
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Potrei iniziare tranquillamente questo anno da blogger scrivendo una wishlist, una lista di propositi, una lista di cose da evitare, ma dato che io non sono e non voglio essere un blogger comune lo eviterò.
Anzi, dato che un mese di ricerche su splinder mi ha portato a ritenermi uno dei pochissimi se non l'unico blogger italiano su splinder a scrivere di musica trance, vi scriverò il testo di una canzone che ha fatto la storia appunto della musica trance.
Poichè il sito ufficiale dei 4 Strings è poco simpaticamente non visualizzabile sono costretto a parlare di tale gruppo in base ai miei ricordi, quindi vi prego di scusare eventuali imprecisioni.
I 4 Strings sono due ragazzoni, Carlo Resoort e Jan de Vos, che hanno cominciato a produrre musica trance nel 1994 a Rotterdam, la Mecca della musica hardcore, ma più che di questo genere hanno subito gli influssi della trance di Rank 1, con cui hanno spesso collaborato.Il loro album Believe è uscito nel 2003, e contiene i loro primi successi, tra cui ovviamente "Diving".
Sebbene la mia versione preferita di questa canzone sia quella remixata da Cosmic Gate, anche l'originale merita tantissimo: ovviamente farò in modo di metterla come sottofondo del blog al più presto, per ora dovrete però accontentarvi solo del testo, che sono riuscito a recuperare facilmente sul web, e della traduzione fatta da me, dato che non ne trovavo.
4 Strings - Diving
I'm turning
Into the blue
Tell me a secret,
I will tell you mine
Tell me about desire you hide inside
There is so much that we should have done
I was insecure
Now I'm strong
Diving whatever it may take
I keep on trying
Diving into you
Diving,knowing it was you
I keep on trying
Diving into you
I'm turning
Into the blue
We are rising
Celebrate the light
It was you who showed me how to fly
__________Traduzione__________
4 Strings - Tuffandomi
Io mi sto rigirando
Nell'azzurro
Raccontami un segreto,
io te ne racconterò uno dei miei.
Raccontami dei desideri che nascondi in te
E' cosi tanto quello che noi avremmo dovuto fare
Io ero insicura
Adesso sono forte
Tuffandomi, qualunque cosa possa capitare
continuerò a provarci.
Tuffandomi dentro di te,
Tuffandomi, sapendo che eri tu.
Continuerò a provare
a tuffarmi dentro te.
Io mi sto rigirando
nell'azzurro
Noi stiamo crescendo
celebrando la luce.
Eri tu quello che mi ha mostrato come volare.
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Questo blog e` dedicato a me stesso, a coloro a cui ho voluto bene, a coloro che mi vogliono davvero bene, a coloro che mi apprezzano, a coloro che lo hanno fatto o lo faranno. Al mio Amico e ai miei Angeli che mi guardano dal Cielo. E' dedicato anche a una famiglia in particolare, vi adoro :)